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Intossicazioni Casalinghe per i Nostri Amici Animali

Intossicazioni Casalinghe in Veterinaria – Rischi per i nostri Amici a Quattro Zampe

La tua casa è davvero sicura per i tuoi animali?

In questo articolo parleremo delle sostanze più comunemente presenti fra la mura domestiche che possono causare danni, più o meno gravi, ai nostri animali.

La categoria di animali più a rischio sono i cuccioli per la loro naturale curiosità e per l’istinto di rosicchiare, legato al comportamento esplorativo e al fastidio buccale durante il periodo dell’eruzione dei denti. Anche la noia, il passare molte ore in solitudine, situazioni stressanti o patologie comportamentali posso indurre alla masticazione o all’ingestione di sostanze potenzialmente pericolose. Per questi motivi è molto importante essere consapevoli dei rischi e creare un ambiente a prova di pet.

Possiamo suddividere le sostanze dannose in diverse categorie:

Alimenti

In tutte le case possono essere presenti cibi, assolutamente innocui per l’uomo, che possono causare danni anche seri ai nostri pet. Questi vengono somministrati direttamente dal proprietario ignaro del rischio, oppure assunti accidentalmente dagli animali.

Gli alimenti che possono causare con maggior frequenza un’intossicazione sono:

  • il cioccolato,
  • la cipolla,
  • impasti non lievitati,
  • uva,
  • cibi contenenti xilitolo.

Cioccolato

Le sostanze responsabili degli effetti tossici del cioccolato sono la teobromina, la caffeina e la grande concentrazione di grassi. La gravità di questa intossicazione dipende dalla tipologia di cioccolato assunto, dalla quantità ingerita e dal peso dell’animale. La extrafondente e la fondente sono sicuramente quelle più dannose data una più elevata concentrazione di principi attivi tossici. Le conseguenze che possiamo avere in seguito all’ingestione di questo cibo vanno da banali sintomi gastroenterici (vomito e diarrea) ad una ben più grave sintomatologia neurologica che spazia da
alterazioni del comportamento (ipereccitabilità) fino ad arrivare a incoordinazione dei movimenti, tremori, tachicardia, convulsioni, con esito talvolta letale. L’assunzione di grandi quantità di grassi può invece portare a problemi al pancreas (pancreatite acuta) con possibile complicazioni a lungo termine.
I sintomi insorgono dalle 6 alle 12 ore dall’ingestione, ma è di fondamentale importanza rivolgersi al veterinario il prima possibile.

Cipolla

La cipolla, sia essa cruda, cotta o essiccata, contiene dei composti solforati che sono responsabili dell’intossicazione del cane e del gatto. La gravità di questa tossicosi è in relazione alla quantità di alimento ingerita e alla particolare sensibilità del soggetto; il gatto e i cani di razze di origine giapponese, sono i più sensibili. I disolfuri esercitano un danno ossidativo soprattutto verso i globuli rossi con conseguente danno alla membrana eritrocitaria, emoglobinemia, emoglobinuria. I sintomi che possiamo osservare sono mucose pallide (o talvolta giallastre), debolezza, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, vomito e diarrea. La maggior parte dei pazienti recupera completamente in circa 10 giorni ma una minoranza può addirittura andare incontro a morte.

Uva

Questo frutto, sia fresco che essiccato, sembra essere dannoso soltanto per i cani; tuttavia non se ne conosce ancora bene il meccanismo di azione. I primi sintomi si mostrano dopo circa due ore dall’ingestione con vomito e solo successivamente si osserva diarrea, tendenza a bere molto e abbattimento. Dopo 24-48 ore potrebbe manifestarsi insufficienza renale acuta che può avere esito anche letale.

Impasto di pane o pizza

Può capitare che i nostri animali domestici, soprattutto i cani, possano trovare l’impasto di pane o pizza fatti in casa e lasciati a lievitare, e che ne mangino una grande quantità. L’ambiente caldo e
umido all’interno dello stomaco favorisce il processo di lievitazione. Tale alimento aumenterà considerevolmente di volume andando a dilatare lo stomaco con conseguenze anche molto gravi sulla circolazione sanguigna e sulla respirazione. In casi estremi si può addirittura arrivare alla rottura gastrica. Un problema aggiuntivo e altrettanto importante è dato dalla produzione di etanolo durante il processo di lievitazione, il quale porta ad una grave intossicazione dell’organismo. I primi sintomi a comparire sono conati di vomito e aumento di volume dell’addome. Si può poi
osservare abbattimento, incoordinazione dei movimenti e incapacità a restare in piedi.

Xilitolo

Lo xilitolo è un dolcificante utilizzato ampiamente come sostituto dello zucchero. Si trova in gomme da masticare, caramelle e prodotti da forno e può causare condizioni patologiche gravi, a volte fatali, nel cane e nel gatto.

I sintomi si possono manifestare dai 30 minuti fino a anche alle 12 ore dopo l’assunzione. Questa sostanza può causare un’improvvisa riduzione della quantità di zuccheri nel sangue (ipoglicemia) e conseguente depressione del sensorio, perdita di coordinazione e convulsioni.

Piante da Appartamento

Molte delle piante comunemente utilizzate per abbellire le abitazioni sono dannose in caso di ingestione da parte dei nostri animali. Queste vengono masticate o ingerite per gioco, per noia o per alterazioni comportamentali spesso associate allo stress.

Codiaeum variegato pictum (croton)
Codiaeum variegato pictum (croton)

Codiaeum variegato pictum (croton)

Il fusto e le foglie contengono un lattice ricco di ossalato di calcio che ha un effetto caustico e vescicante. I sintomi possono essere localizzati o causare fenomeni gastroenterici come coliche, diarrea emorragica e vomito. Sono descritti danni renali.

Cycas revoluta
Cycas revoluta

Cycas revoluta

Tutte le parti della pianta sono tossiche, in particolare i semi. I sintomi si manifestano entro 12 ore dall’ingestione con anoressia, vomito, dolore addominale, danni gravi al fegato, problemi di coagulazione. Questa pianta può portare alla morte dell’animale.

Diffenbachia picta
Diffenbachia picta

Diffenbachia picta

L’intera pianta è tossica a causa della presenza nel lattice di aghi di ossalato di calcio e acido ossalico. Questi composti sono molto irritanti per le mucose. Gli effetti si manifestano dopo circa 4 ore dal contatto e comprendono dolore alla bocca, perdita di saliva, irritazione e gonfiore delle mucose, anoressia, vomito, diarrea. Nei casi più gravi si ha difficoltà respiratoria, aritmie cardiache, coma e morte.

Euphorbia pulcherrima (stella di Natale)
Euphorbia pulcherrima (stella di Natale)

Euphorbia pulcherrima (stella di Natale)

Le parti tossiche sono le foglie, lo stelo e la linfa. Seppur in grado di provocare infiammazione della bocca, vomito, ipersalivazione, diarrea, dolore addominale e cecità temporanea, nella maggior parte dei casi si assiste soltanto a sintomi gastroenterici lievi.

Ficus elastica
Ficus elastica

Ficus elastica

Il responsabile della tossicità di questa pianta è il lattice contenuto nel fusto e nelle foglie. I sintomi sono danni alla mucosa della bocca, ipersalivazione, vomito, diarrea e possibili danni renali. Tali sintomi sono generalmente di lieve entità.

Lilium (giglio)
Lilium (giglio)

Lilium (giglio)

L’intera pianta è tossica per il gatto. Può causare abbattimento, inappetenza, vomito in seguito ad insorgenza di insufficienza renale acuta.

Lophophora williamsii (peyote)
Lophophora williamsii (peyote)

Lophophora williamsii (peyote)

Tutta la pianta è tossica. La mescalina ed altre componenti in essa contenute sono responsabili di alterazioni del comportamento (ansia, tremore, euforia, allucinazioni), fenomeni gastroenterici, dolore addominale.

Monstera deliciosa
Monstera deliciosa

Monstera deliciosa

Le foglie e gli steli contengono lattice irritante in grado di causare danni alla mucosa della bocca ed irritazione della pelle.

Philodendron scadens
Philodendron scadens

Philodendron scadens

Questa pianta è particolarmente pericolosa per il gatto. Le parti tossiche sono il fusto ed i piccioli delle foglie. La sintomatologia comprende gonfiore della lingua, irritazione della bocca, lesioni delle mucose e della cute. Può portare anche a problemi respiratori e danni renali.

Rhododendron simsii (azalea)
Rhododendron simsii (azalea)

Rhododendron simsii (azalea)

Tutti gli animali sono sensibili alla tossicità di tutte le parti di questa pianta. I sintomi più frequenti sono dolore alla bocca, ipersalivazione, irritazione e gonfiore delle mucose, vomito, diarrea, aritmie cardiache, dilatazione delle pupille, fino ad arrivare a coma e morte.

Farmaci

Tutti i farmaci, ad uso umano e veterinario, dovrebbero essere custoditi in un luogo inaccessibile agli animali. Anche sostanze di frequente o addirittura giornaliero utilizzo nell’uomo, come i farmaci da banco, possono avere effetti anche letali nei pet. Il primo aspetto da considerare è quello riferito alle dimensioni del soggetto che assume una sostanza: un cane o un gatto hanno il più delle volte un peso nettamente inferiore a quello del proprietario. Per di più quando un cane o un gatto rubano dei farmaci, tendono a mangiare la totalità della dose disponibile. Alla luce di queste osservazioni si deduce facilmente che nei nostri animali si raggiunge un sovradosaggio con estrema facilità.

Le categorie che risultano maggiormente pericolose sono i farmaci antidepressivi, farmaci per il controllo dell’asma, anticoagulanti, farmaci antinfiammatori non steroidei (ad esempio paracetamolo e ibuprofene).

Ogni categoria differisce dalle altre per il proprio meccanismo d’azione e per gli effetti che genera. Si rimanda al medico veterinario l’analisi del rischio del caso specifico.

Sostanze Voluttuarie o Stupefacenti

Nelle abitazioni possono essere presenti bevande alcoliche, tabacco e sostanze stupefacenti che possono essere assunte accidentalmente dagli animali domestici se non accuratamente custoditi.

Nicotina

La nicotina è contenuta in sigarette, mozziconi di sigarette, sigari, tabacco sfuso, prodotti per vaporizzatori, cerotti e gomme utilizzate per smettere di fumare. Fortunatamente il sapore dei prodotti contenenti nicotina è considerato sgradevole da parte dei pet e difficilmente vengono assunte dosi considerevoli. Molto frequentemente questa sostanza induce vomito precoce. I sintomi si manifestano da 15 minuti a un’ora dopo l’ingestione e varia molto in funzione alla dose. I sintomi sono di natura neurologica con una prima fase prevalentemente eccitatoria e poi depressiva,
cardiovascolare, aritmie cardiache e segni respiratori.

Alcool

Esistono diverse tipologie di alcool possono essere custodite in una abitazione e sono contenute nelle bevande alcoliche, in profumi e cosmetici, in alcune formulazioni di farmaci ed impasti
alimentari in lievitazione.

I segni clinici si manifestano entro 30-60 minuti dall’ingestione e comprendono vomito, diarrea, atassia, disorientamento, depressione, tremori, problemi respiratori, disturbi cardiaci fino ad arrivare a coma e morte. Nella maggior parte dei casi si assiste ad una completa remissione dei sintomi in 24 ore.

Marijuana e hashish

Il tetraidrocannabinolo è il principio attivo che determina gli effetti di queste sostanze.

I sintomi insorgono dopo 30-90 minuti dall’ingestione e possono protrarsi fino a 72 ore. L’animale avrà alterazioni del comportamento come eccitabilità o depressione, incoordinazione, debolezza
muscolare, pupille dilatate, vocalizzazioni. Solo per dosaggi elevati si può assistere a disturbi del ritmo cardiaco, ipotensione, convulsioni con esito letale. La quasi totalità dei soggetti supera questa intossicazione in 1-3 giorni.

Cocaina e amfetatamine

Queste sostanze hanno un potente effetto stimolante sul sistma nervoso centrale. L’intossicazione si manifesta con disturbi del comportamento (irrequietezza, eccitazione, aumento dell’attività motoria), contrazioni muscolari involontarie, vomito, convulsioni, disturbi cardiaci e respiratori.

Prodotti per la Pulizia

Tra i prodotti per la pulizia della persona e della casa potenzialmente nocivi annoveriamo detergenti, detersivi, sbiancanti, disinfettanti, deodoranti, sostanze caustiche e spesso si hanno formulazioni contenenti miscele molto complesse.

La via di esposizione più comune è sicuramente quella orale, sia per ingestione diretta, sia quella secondaria al leccamento del pelo imbrattato. È anche possibile il contatto con cute e occhi, mentre i danni causati dall’inalazione sono considerati rari.

La sintomatologia è molto eterogenea. In caso di contatto con la pelle si possono avere lesioni cutanee locali con arrossamento e forte prurito fino ad arrivare raramente a necrosi.
In seguito ad ingestione possiamo avere scialorrea (produzione di abbondante saliva), lesioni buccali, ulcere esofagee o gastriche, vomito e diarrea. Solo occasionalmente si hanno sintomi sistemici.

In caso di contatto con gli occhi si può avere tendenza a tenere l’occhio chiuso, sensibilità alla luce, edema della congiuntiva e danni corneali.

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono di lieve entità ed i casi di decesso sono molto rari.

Cosa fare se il tuo animale è entrato in contatto con un tossico?

  • Raccogliere quante più informazioni possibili sulla sostanza (quantità, etichetta o confezione del
    prodotto);
  • cercare di definire a quanto tempo prima risale l’ingestione o il contatto;
  • cercare di capire se è stato mangiato anche il contenitore del prodotto;
  • in caso di ipersalivazione può essere utile lavare la bocca con acqua corrente;
  • in caso di tracce di materiale sul pelo si può lavare la parte con acqua corrente;
  • osservare il proprio animale per poter descrivere eventuali sintomi presenti;
  • non tentare di far vomitare l’animale e non somministrare farmaci, a meno che non sia stato espressamente indicato dal medico al telefono;
  • chiamare il proprio medico curante o la struttura H24 più vicina.